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NON SCEGLIERE E’ GIA’ UNA (COSTOSA) SCELTA.

Data pubblicazione: 03 novembre 2022

Autore: Fabio Testa

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Rappresentazione visiva dell'articolo: NON SCEGLIERE E’ GIA’ UNA (COSTOSA) SCELTA.

Il 31 Ottobre è, per molti, una data da festeggiare: i mass-media non hanno fatto altro che ricordarci del giorno di Halloween e, in perfetto stile consumistico-americano, di vestirici da vampiri, fantasmi, scheletri, streghe dall'aspetto spaventoso e diavoli.

Il 31 Ottobre, in verità, andrebbe menzionato per un aspetto probabilmente più nobile e interessante: è, infatti, la giornata mondiale del risparmio, e si è appena conclusa la 98esima edizione!!!

L’evento, organizzato dall’ACRI*** sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stata l’occasione per fare il punto sul sentiment degli italiani e sulla loro capacità di risparmio e investimento.

I dati sono chiari: il mutato contesto economico (forte inflazione) e geopolitico (guerra Russia-Ucraina) ha reso gli italiani più pessimisti sul futuro rispetto all’anno precedente: dal 30% del 2021 al 58% del 2022.

Cosa ne deriva? 

La percentuale di italiani che, per difendersi, accresce i risparmi è aumentata: in 2 anni è salita di oltre il 12%, raggiungendo i 1.873,10 miliardi di euro (dati Abi a luglio 2022). 

Sembra una buona notizia ma, in realtà, siamo dinanzi all’ennesimo paradosso tutto italiano.

I dati parlano chiaro!

In un anno in cui da fine dicembre 2021 a fine settembre 2022 il tasso d’inflazione (FOI - ISTAT) è stato pari all’8,6%, il risparmio degli italiani depositato in conto corrente ha perso potere di acquisto pari a circa 17 miliardi di euro al mese (151,84 miliardi di euro totali diviso i primi 9 mesi dell’anno). 

Certo, l’azione della Banca Centrale Europea, in scia alla Fed potrebbe (e dovrebbe) favorire un ridimensionamento dell’indice dei prezzi al consumo; probabilmente, però, nei prossimi anni dovremmo abituarci a convivere con un’inflazione al di sopra del target della BCE (2%). E chi non seguirà una strategia mirata dovrà rassegnarsi a perdere potere d’acquisto, oltre a rinunciare, per non aver investito correttamente, ai rendimenti offerti dai mercati finanziari. 

E’ evidente, dunque, che anche la liquidità è un investimento, con 2 evidenti certezze:

  1. assenza di garanzia di capitale
  2. rendimenti negativi

insommanon certo un “grande affare”.

Un esempio: cosa può succedere tra 10 anni a 100.000 euro lasciati sul conto corrente?

La matematica non ammette errori: facciamo dei semplici calcoli in 3 differenti ipotesi inflattive:

  1. INFLAZIONE ANNUA MEDIA 1% (ipotesi remota)
  2. INFLAZIONE ANNUA MEDIA 2% (obiettivo della BCE)
  3. INFLAZIONE ANNUA MEDIA 3% (ipotesi realistica alla luce delle recenti evoluzioni economiche ed internazionali)

Con questi 3 scenari, il capitale iniziale perderà potere d’acquisto in 10 anni dal -10% al meno 26%.

Questa erosione è causata dal «silent killer» cioè da un silenzioso assassino dei nostri soldi di cui pochi di noi si accorgono e che ne percepiscono la pericolosità … l’inflazione! 

Reputi ancora corretto lasciare che i tuoi sacrifici non siano correttamente valorizzati?

Hai ancora voglia di non scegliere?

Non fare lo STRUZZO, rivolgiti al tuo consulente finanziario.





***ACRI - Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio

Fonte: Luciano Scirè - GOAL BASED INVESTING 


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Fabio Testa

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